“ Mia moglie non fa nulla, è a casa”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentava così sua moglie, il padre di un bambino di Kerala, India.

Ma Anujath aveva visto sua madre e le  donne del villaggio impegnate   nel lavoro  domestico  e di cura   .

         E le ha dipinte così

   ” Mia madre e le donne del mio quartiere”

  Il dipinto  è stato presentato ad un concorso di pittura. 

          La pittura è stata selezionata come copertina del documento

          del bilancio di genere del governo di Kerala per il  2020 /2021

Due realtà dove le donne stanno facendo qualcosa di straordinario per il futuro di tutti noi

 

 

Adios Corona è un’associazione di scienziate nata a Parigi con lo scopo di dare informazioni attendibili e veritiere sul coronavirus.

Lo fanno attraverso un sito aggiornato continuamente , tradotto in cinque lingue ,autonomo e senza scopo di lucro

DAL SITO 

I consigli pratici di Adios Corona possono cambiare man mano che dei nuovi studi scientifici sono   pubblicati ed integrati.

Il nostro scopo è di fornire un insieme dei dati scientifici attuali, per permettere ad ognuno di prendere le proprie decisioni e convivere con il  coronavirus SARS-CoV-2 in relativa sicurezza, vincendo paure e resistenze.

Il nostro approccio è scientifico, razionale e trasparente: citazione delle fonti, analisi critica dei fatti sperimentali, valutazione della solidità delle   conclusioni, confronto tra le diverse fonti, ricerca di un consenso. Evitiamo gli annunci ad effetto e gli studi preliminari. Evidenziamo ciò che  ancora rimane un’incognita. Tutte le persone che hanno contribuito a scrivere, discutere e valutare i testi sono menzionate in questa pagina. La redazione è inclusiva.                                                         Ci siamo imbarcati in questa iniziativa quando abbiamo notato il bisogno diffuso di un sito che fornisse un insieme coerente di consigli pratici,  semplici da mettere in pratica, giustificati dai dati scientifici pubblicati. Il nostro progetto è internazionale, proprio come la pandemia. Ogni  paese, ogni cultura affronta in un modo diverso la pandemia. Siamo convinti che sarà grazie alla combinazione di conoscenze e approcci diversi  che   troveremo una via d’uscita dall’attuale crisi.

Due realtà dove le donne stanno facendo qualcosa di straordinario per il futuro di tutti noi

European Women Alliance

  è un sito fondato da quattro italiane esperte di politica, relazioni internazionali e pubblica amministrazione.Lavorano a Bruxelles, al parlamento europeo

Dal  sito

PERCHÉ ABBIAMO CURA DI DONNE?

Non dovremmo mai dare per scontate le libertà fondamentali e i diritti civili; piuttosto, sono necessarie un’ampia consapevolezza e una  partecipazione attiva alla vita pubblica per preservarli e dare impulso all’empowerment delle donne.

 La nostra missione

L’EWA ritiene che non vi sia un indicatore più chiaro di innovazione e progresso rispetto all’empowerment delle donne. Dobbiamo ripensare il nostro attuale modello economico, ristrutturarlo per includere e responsabilizzare le donne a tutti i livelli e reinventare il modo in cui consideriamo il ruolo di ogni persona nella società.

“NON SEI SOLA ” Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

”Non sei sola”  è il messaggio forte che l’associazione QDonna,  il Forum donna  e l’Amministrazione comunale di Lissone  hanno voluto dare alla campagna di sensibilizzazione  promossa in occasione del 25 novembre 2019.

 Perché  la violenza di genere è ancora un fenomeno molto sommerso; molte donne non parlano delle violenza subita, non denunciano il partner ,non chiedono aiuto.

Sono  ancora troppo poche  le donne  si rivolgono ai centri antiviolenza, anche se ciò è essenziale per uscire dalla violenza e dalla solitudine di cui sono vittime.

La donna che  subisce violenza non è sola; ci sono  associazioni, enti, ospedali, servizi sociali del comune,CADOM .  amiche . Non sei sola , la legge ti tutela.  Puoi rivolgerti al 1522 numero antiviolenza attivo 24h su 24h.

Vogliamo mandare un messaggio forte anche agli uomini coinvolgendoli  direttamente negli eventi  e invitandoli a partecipare attivamente :

  •  Domenica 17 novembre alle ore 11,00 in Piazza Libertà  saranno dipinte delle panchine rosse e saranno installate dei segnali di pericoli che indicano i marcatori di violenza.
  • Domenica 17 novembre alle ore 16,30 presso la Sala Polifunzionale della                                                                                                                              Biblioteca Civica di  Lissone  incontro con Cristina Obber giornalista e scrittrice  

          “Parole e immagini. Costruire relazioni libere da stereotipi”.

  • ·Sabato 23 novembre a Palazzo Terragni ore 21,00   il complesso musicale i R ockfeller presentano lo spettacolo teatrale

 “L’amore è un colpo di pistola”  Musica,parole e immagini per raccontare un dramma quotidiano .

lettera aperta spedita ai politici locali e nazionali

In qualità di socie dell’associazione QDonna, oltre che come donne, sentiamo l’esigenza di intervenire dicendo basta!

Non tolleriamo più l’uso dilagante di un linguaggio brutale, rozzo e irriverente nei confronti di tutto e tutti, soprattutto delle donne, i cui diritti e la cui dignità non vengono rispettati e tutelati.

Ci riferiamo alle diverse situazioni in cui alcuni esponenti nel Governo più che argomentare, usano rivolgersi provocatoriamente all’interlocutore (di qualsiasi genere e levatura) aggredendo, offendendo, denigrando la persona .

Tali situazioni secondo noi denotano scarso senso di responsabilità e di rispetto per la carica pubblica che si riveste e di conseguenza per le istituzioni.
Ma ci riferiamo soprattutto all’escalation del linguaggio sessista

Riteniamo grave, infatti, che, per un mero ritorno di consensi elettorali, un esponente di governo applichi strategie di comunicazione che ,utilizzano in modo spregiudicato I social, sdoganando espressioni triviali e lasciando libero sfogo agli istinti più beceri.
E di fronte all’uso compiaciuto di un linguaggio violento e volgare, non possiamo stare zitte.

Non possiamo stare zitte, perché come socie dell’associazione Qdonna siamo impegnate in attività per promuovere la parità di genere, e crediamo fermamente che un vero progetto di parità debba partire dal riconoscimento di dignità reciproca.

Per questo da anni siamo impegnate, tra gli altri, in un progetto che ha come scopo la diffusione tra i giovani delle scuole superiori dei valori di rispetto reciproco nel rapporto tra uomo e donna.

Lavoro certosino, faticoso, ma crediamo che questo sia il punto di partenza per creare un mondo nuovo.

Tutti gli studi che conduciamo e i convegni che organizziamo e a cui partecipiamo sottolineano l’importanza del linguaggio come prima forma di rispetto nella relazione uomo-donna.

Come possiamo pensare di contrastare la violenza di genere,di favorire le pari opportunità se le donne che osano esprimere una propria posizione o opporsi al potere vengono apostrofate con epiteti irriverenti e denigratori?

Per tutto questo, con forza e determinazione esterniamo la nostra indignazione, mentre ci sorprendono e ci imbarazzano i silenzi complici delle donne di Governo, a partire dalla ministra Bongiorno, fondatrice di Doppia Difesa, fondazione che “dal 2007 … sensibilizza l’opinione pubblica e aiuta le vittime di discriminazioni, abusi e violenze a dire basta. Non accettare mai disparità e discriminazioni. Pretendere sempre rispetto reciproco.” (www.doppiadifesa.it).

Non dovrebbero queste donne, in forza della loro posizione istituzionale indignarsi?
Non dovrebbero far sentire la loro voce autorevole affinché I diritti delle donne siano rispettati da tutti i loro colleghi maschi e dai loro follower?

“Due Ruote in Rosa” settimana dedicata alla bicicletta – Riflessioni

E’ stata una settimana  che l’Amministrazione Comunale in collaborazione con le Associazioni  ha voluto organizzare  nell’ambito del passaggio a Lissone del Giro d’Italia Femminile Internazionale e che ha visto la bicicletta protagonista dell’attenzione e del dibattito  a Lissone .

E’ stata una settimana  ricca di eventi che ha dato la possibilità  di riflettere  su alcuni aspetti del rapporto tra la bicicletta, l’uomo, la donna e il nostro ambiente cittadino , e alcuni  spunti per migliorarlo a patto che tutti insieme ce ne sentiamo responsabili e facciamo la nostra parte, sia da cittadini che da amministratori.

Una serata dedicata alla figura incredibile di Alfonsina Strada ha permesso a tutti di conoscere e approfondire la storia di questa eroina della bicicletta, che negli anni precedenti la prima guerra mondiale fino agli anni Venti ha fatto del ciclismo competitivo un fattore di grande promozione della donna, in tutti i sensi, sportivo sociale, di genere. Una donna che ha saputo sfidare tutti i tabù e correva alla pari con i concorrenti maschi nelle massacranti gare ciclistiche da 300 chilometri di quei tempi. La presenza di un’atleta  del giro d’Italia  femminile di oggi come l’Arzuffi ha permesso di verificare la condizione delle cicliste odierne che ancora attendono il riconoscimento di professioniste.

La Pedalata in Rosa organizzata da QDonna assieme a Equibici ha fatto attraversare Lissone a una cinquantina di cittadini alla ricerca delle vie lissonesi dedicate a figure di spicco femminili, non molte, e spesso in una collocazione di seconda o terza mano. Questo a conferma della significativa e persistente disparità di genere che affligge il nostro paese (fa riflettere vedere un vicoletto malandato e quasi invisibile intitolato a una persona della statura della Montessori).

L’incontro organizzato con la Fondazione Michele Scarponi sul tema della sicurezza stradale ha dato la possibilità di approfondire assieme al rappresentante di Equibici, dello Sport Club Mobili Lissone e del Comandante della Polizia Locale di Lissone un argomento poco trattato, quello delle vittime del traffico, e soprattutto dell’utenza cosiddetta ‘debole’: i ciclisti. Si tratta di una strage annuale di circa 3400 persone.

Gli interventi hanno inoltre messo a fuoco il ruolo del ciclista urbano, non solo in quanto elemento cosiddetto ‘debole’ da proteggere (come sottolineato dal comandante) ma come un protagonista della mobilità sostenibile.

Un esempio  ci viene dal Belgio riferitoci dalla ciclista Arzuffi:  in quel paese nessun genitore si sogna di portare i bambini/ragazzi a scuola in auto…  perché questo è diventato ormai senso comune.